La Fondazione Miroglio nasce nel 1973 come Opera Elena Miroglio, per volontà del Commendator Giuseppe Miroglio e si inserisce nell’ambito dei servizi sociali, a favore dei dipendenti, che, già all’epoca, si distinguevano per l’ampiezza e per la qualità dell’offerta.
Allo sviluppo di questi servizi contribuisce lo stile imprenditoriale di Giuseppe Miroglio e la sua convinzione che l’impresa ha una forte responsabilità sociale.
Questa visione non mette in crisi il conto economico: i costi sostenuti dall’impresa, infatti, sono ripagati dalla maggiore produttività dei dipendenti, che grazie ai servizi offerti, riescono a dedicarsi al lavoro con maggior impegno e concentrazione.
è cresciuta insieme alla Miroglio, al fianco della Miroglio. Il suo principale scopo, infatti, è sempre stato e continua ad essere, quello di fornire un supporto, un sostegno a coloro che, in questi anni, hanno lavorato in azienda contribuendo in modo decisivo alla sua crescita.

Nel 2006 la Fondazione diventa Fondazione Elena e Gabriella Miroglio e, per enfatizzare il cambiamento, assume una nuova veste grafica, un’immagine fresca e moderna che non snatura però lo spirito di solidarietà e concretezza, che rimangono i principi ispiratori della Fondazione.
Il logo è femminile, caldo e morbido, ma, al tempo stesso, facilmente riconoscibile e identificabile. L’aiuto creativo è stato fornito dalle lettere che compongono la parola FONDAZIONE e l’attenzione si è fermata ad analizzare la lettera O che compare due volte con la sua bella forma circolare, una forma morbida che contiene e protegge. Le due O si sono così trasformate, mantenendo la loro circolarità, in due fiori, “ritratti” delle due grandi donne a cui la Fondazione è intestata.
L’azzurro scelto per la scritta Fondazione è un colore calmo, sereno, non invadente, un colore “gentile”, elegante che si accende accanto al rosso della passione e dell’energia, con cui Elena e Gabriella si sono sempre impegnate nelle attività della Fondazione.

In questi anni sono cambiati il nome, la veste grafica, si sono ampliate le direzioni d’intervento, ma ciò che è rimasto inalterato è lo spirito con cui la Fondazione opera. Quello stesso spirito che ha sempre contraddistinto Elena e Gabriella, che alla Fondazione hanno dedicato il loro impegno, le loro forze. Un lavoro silenzioso, discreto, caratterizzato dall’attenzione verso le categorie più bisognose di aiuto, in particolare i bambini, gli anziani, i malati.
Il nostro dovere, oggi, è quella di proseguire, col medesimo entusiasmo, sul percorso tracciato.